Per conquistare la vittoria in una corsa tutto deve essere preparato al meglio e funzionare alla perfezione: la vettura, ovviamente, la squadra, la strategia di gara, lo studio del percorso e, quando in macchina c’è un equipaggio, il perfetto affiatamento e la comunicazione tra pilota e copilota, soprattutto quando la corsa si svolge su un lungo percorso stradale. Nella 1000 Miglia del 1955, vinta da a tempo record da Moss e Jenkinson, ebbe la sua importanza uno speciale roadbook e un particolare sistema di comunicazione delle note.

Con l’aiuto di Pietro Tenconi, di Classic Car Charter, vediamo come si prepara una gara  impegnativa come la “Freccia Rossa”, sia dal punto di vista tecnico-organizzativo sia sotto il profilo umano. E anche quanto costa partecipare ad un evento così esclusivo.

Le Peugeot 205 GTI, in versione 1.6 ma soprattutto 1.9, hanno conquistato il cuore di molti automobilisti amanti della guida grazie ad un perfetto mix di agilità e potenza che le ha consacrate ai vertici di un segmento molto competitivo. Grazie a queste caratteristiche le GTI hanno anche fatto da ottima base per la preparazione delle versioni da competizione, per rally e pista sia in versione Gr. N che Gr. A, ispirando anche la massima evoluzione della famiglia: la 205 T16.

Venticinque anni fa la McLaren vinceva con la F1 GTR, al debutto, la 24 Ore di Le Mans. La supercar progettata da Gordon Murray si guadagnava così un posto di prestigio nella storia dell’automobile, così come il marchio di Woking che conquistava la “Triple Crown”. Per onorare quella fantastica vittoria la Casa inglese ha realizzato una 720S Coupè “special edition”.

Dal 1984 la sigla MX ha messo il sigillo di particolarità su oltre una dozzina di veicoli Mazda: automobili di serie, tra le quali la più nota resta la roadster MX-5 che ad oggi vanta il primato di due posti più venduta al mondo, concept car e auto da competizione. Ora torna sulla prima auto elettrica della Casa giapponese, aprendo un nuovo capitolo di una storia lunga un secolo.

La Maserati 8CTF ha firmato una fantastica doppietta vincendo le edizioni 1939 e 1940 della 500 Miglia di Indianapolis, sempre con Warren Wilbur Shaw al volante, confermando la supremazia tecnologica delle automobili italiane in quel periodo.

La Giulietta Spider spopola nel cinema italiano e cattura i cuori di molti appassionati, guadagnandosi l’appellativo di “fidanzata d’Italia”, anche negli USA dove apre la strada alla vettura che ne prenderà il testimone: la Spider “Duetto”, che grazie l mix di sportività ed eleganza conquista Hollywood.

La Peugeot 405 T16, con trazione integrale permanente, 220 CV e una velocità di 235 km/h,  negli anni ‘90 incarnava in pieno la massima espressione del concetto di berlina sportiva. Un mix che esaltava i papà sportivi dell’epoca, anticipato dai successi sportivi alla Dakar e alla Pikes Peak.

Tre lettere, GTI, che hanno scritto tutta un’altra storia. E una sottile linea rossa che però segna una grande demarcazione tra guidare e, quando e dove si può, pilotare. Segni distintivi che, insieme alla tecnica ovviamente, segnano la differenza tra la Golf e la GTI. Con questo speciale modello un gruppo di appassionati all’interno di Volkswagen è riuscito a trasformare una semplice compatta in un’auto dalle prestazioni elevate, ma alla portata di tutti e che conservava la praticità necessaria nell’uso quotidiano. La Golf GTI è arrivata all’ottava generazione, presentata a inizio marzo, e finora ha conquistato oltre due milioni di cuori sportivi in tutto il mondo.

Gli anni a cavallo della Seconda Guerra Mondiale segnano il passaggio dal culmine dell’artigianalità a un’organizzazione produttiva più moderna e industriale, con le Alfa Romeo che restano punti di riferimento. La 6C “Villa d’Este” fa scuola sia in termini di eleganza e prestigio, con storie di personaggi celebri dell’epoca che si intrecciano intorno a questa automobile, sia a livello di novità tecniche e prestazioni.

Settant’anni fa l’Alfa Romeo inaugurava il Campionato Mondiale di Formula 1 con una fantastica tripletta nel British Grand Prix, grazie alla superiorità tecnologica della GP Tipo 158 “Alfetta”. Al termine della stagione 1950 la casa milanese diventò il primo Costruttore a vincere il titolo mondiale in Formula 1 e “Nino” Farina, che in quella gara aveva firmato il primo “hat trick”, si laureò Campione del Mondo Piloti.

Il lancio del primo SUV cabriolet della Volkswagen è l’occasione per ripercorrere il passato di una fabbrica davvero unica, la Karmann di Osnabruk dove sarà prodotto, specializzata nella realizzazione di automobili cabriolet della Casa di Wolfsburg ma anche di piccole serie. Tra le scoperte più celebri realizzate da questa piccola fabbrica, il Maggiolino e la Golf Cabriolet, fino all’affascinante Karmann Ghia.

La 6C 1750 è stata la capostipite di una nuova generazione di Alfa Romeo, anticipando soluzioni tecniche d’avanguardia che hanno reso speciale e famoso in tutto il mondo il marchio del Biscione. Una automobile vincente sia nelle corse sia a livello commerciale, sapendo coniugare elevate prestazioni con un fascino ed eleganza senza pari. In tutte le forme.

Sulla spinta dei successi maturati in Formula 1 e a Le Mans con il motore turbo, in Renault si pensa ad una vettura di produzione che possa vincere anche nelle gare su strada e Turismo con questa tecnologia, ma soprattutto metterla a disposizione dell’automobilista di tutti i giorni. Nasce così un’autentica icona: la Renault 5 Turbo, versione vitaminizzata di uno dei modelli di maggiore successo della casa francese, che compie quarant’anni.

L’Alfa Romeo 2600 Sprint ha avuto un discreto successo commerciale, grazie al fascino delle linee e prestazioni brillanti, mentre a livello sportivo non ha potuto esprimere fino in fondo il suo potenziale. Ora, a mezzo secolo di distanza, due fratelli appassionati l’hanno riportata in salita e in pista con soddisfazione.

Compiono 40 anni la trazione integrale Audi e la vettura che ne ha incarnato l’essenza tecnica con il nome “Quattro”. Un’automobile iconica che ne è diventata la testimonial d’eccezione a livello globale, nelle corse, dove ha rivoluzionato il mondo dei rally ma non solo, e nella produzione di auto stradali, dando il via ad una folta stirpe di modelli in casa Audi immediatamente identificabili dalla storica sigla. Ripercorriamone l’affascinante storia attraverso le varie versioni, stradali e da corsa.

Da tranquilla berlina media di tutti i giorni a reginetta dei rally. La Opel Ascona può essere considerata tra le migliori stradiste di tutti i tempi. Grazie alle sue doti di affidabilità e sicurezza nella guida ha convinto quasi quattro milioni di automobilisti, poi a conferma della bontà del progetto ha fatto da base per una vettura di successo anche nei rally, fino alla conquista del Mondiale Piloti con la Ascona 400 guidata dal campionissimo Rohrl.

Compie 30 anni la 190 E 2.5-16 EVO II, un’auto molto importante nella storia Mercedes.

la prima super sportiva della Stella, nata come base per la vettura DTM, che diede il via al filone delle “high performance” della Casa tedesca. L’ultima sviluppata internamente prima di cedere il testimone alla AMG.

La coupé anglo-tedesca è stata grande protagonista nel periodo di massimo splendore dell’Europeo Turismo, all’inizio degli anni ’70, pilotata anche da campioni del calibro di Stewart, Lauda e Mass. Nel servizio presentiamo il primo esemplare di RS2600 giunto in Italia, prima utilizzato dalla filiale italiana dell’Ovale Blu come vettura dimostrativa e poi trasformata in vettura da corsa in versione 3.0 litri Gr. 2.

La 1900 ha rappresentato negli anni Cinquanta una svolta per l’Alfa Romeo. La sua versione sportiva Ti Super si è pure guadagnata sul campo la definizione di “berlina che vince le corse”. Abbiamo provato, in pista e su strada, su un tracciato cittadino, la vettura preparata dalla Scuderia del Portello per partecipare alla Carrera Panamericana.

Con una mostra speciale al Museo Porsche di Zuffenhausen, “Colors of Speed – 50 Years of the 917” aperta fino al 15 settembre, la Casa tedesca festeggia il mezzo secolo di vita di una delle sue macchine da corsa più iconiche.

La carrozzeria di un’auto come la tela sulla quale riprodurre un’opera tra le più famose di Vincent Van Gogh: “Notte stellata”. L’idea, un po’ folle un po’ artistica, è venuta a un ingegnere inglese che l’ha realizzata insieme ad alcuni studenti dell’istituto d’arte di Birmingham. E dopo avere visto la commistione tra queste due tipologie di arte, l’appellativo ci è venuto spontaneo. Ora questa auto si trova in Italia.

A dispetto del nomignolo che le fu simpaticamente affibiato la Citroen 2CV ne ha fatta di strada. L’iconica vettura del Double Chevron, infatti, compie settant’anni e ancora oggi mantiene quell’aria sbarazzina e anticonformista che hanno fatto battere cuori di intere generazioni. Qui la curiosa storia del suo progetto e il successo dirompente che costrinse addirittura i vertici Citroen a selezionare la clientela.

Dopo il conflitto mondiale molti preparatori partirono da pianali e meccaniche di grande serie per realizzare vetture sportive con cui partecipare alle corse di velocità su strada. Così nacquero molte barchette, come quella del servizio. Ecco l’affascinante storia della metamorfosi di una Fiat 508C da semplice utilitaria ad automobile sportiva, grazie ad una giovane appassionata e alle abili cure di due specialisti: Morelli per la carrozzeria e Stanguellini per il motore.

Alessandro Migliavacca, specialista di auto inglesi, voleva farsi una “special” su base Austin Healey 100-6 BN4 prendendo spunto dalle “fast road” che correvano su strada negli anni Cinquanta. La vettura, infatti, è stata denominata “Brighton”, in onore di una delle corse più famose d’oltremanica. Il risultato finale è stato talmente bello che un cliente capitato per caso in carrozzeria l’ha voluta per sé.

Mentre si trovava in Messico per correre la Carrera Panamericana, il presidente della Scuderia del Portello Marco Cajani ritrova casualmente una delle tre Giulietta Spider che l’Alfa Romeo aveva preparato nel 1956 per correre a Sebring. Il restauro è stato lungo e impegnativo, ma ne è valsa assolutamente la pena visto il fascino e l’esclusività della vettura, che abbiamo potuto provare su strada e in pista.

A cinquant’anni esatti dal suo trionfo nel Gran Premio d’Italia, ad opera del “Figlio del vento” John Surtees, la Honda RA300 è tornata a Monza deliziando gli spettatori presenti per l’edizione numero 88 della gara italiana con la musica del suo V12. Ripercorriamo la storia di quella sorprendente vittoria e vediamo com’è fatta la sua affascinante protagonista.

La De Tomaso Mangusta è difficile da guidare, per il peso sbilanciato al posteriore, e non comodissima. Ma dal fascino irresistibile. Una vettura contraddittoria, come il suo Costruttore, che conobbe una rapida ascesa prima di una caduta altrettanto veloce, dopo avere guidato il secondo polo automobilistico italiano.

Ripercorriamo il restauro completo di una Porsche 911 SC 3.0 Targa, sia di carrozzeria sia di meccanica, eseguito a regola d’arte dal Partner Porsche Classic di Catania. La salvaguardia dell’originalità e la cura dei dettagli sono valsi nel 2016 alla struttura siciliana il 1° premio al concorso annuale promosso dalla filiale italiana.