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Secondo gli ingegneri del gruppo Brembo, che lavorano a stretto contatto con tutti i piloti di Formula 1, il Madring di 5.416 metri di lunghezza rientra nella categoria dei circuiti altamente impegnativi per i freni, per la presenza di 8 frenate al giro per complessivi 14,2 secondi. Cinque staccate sono della categoria Hard, due Medium e la restante è Light. Dalle simulazioni effettuate la frenata più dura del tracciato madrileno è la prima dopo il traguardo: le monoposto vi arrivano a 294 km/h e scendono a 137 km/h in 1,8 secondi durante i quali percorrono 99 metri. I piloti di Formula 1 sono chiamati ad esercitare un carico di 135 kg sul pedale del freno mentre sono soggetti ad una decelerazione di 4,3 g. Rispetto al tracciato di Barcellona, la pista della capitale spagnola comporta un maggiore sforzo per le gambe dei piloti: dalla partenza alla bandiera a scacchi ciascuno esercita un carico sul pedale del freno di 40,3 tonnellate, a fronte delle 25,7 tonnellate del Circuit de Barcelona-Catalunya. Quest’anno i team di Formula 1 si servono di dischi Brembo in carbonio da 330 mm di diametro e 1.440 fori di ventilazione da 2,5 mm l’uno, anche se il regolamento permette di arrivare fino a 345 mm di diametro. Alcuni team utilizzano ancora i dischi da 32 mm di spessore, in uso negli anni passati, mentre altri sono passati a quelli da 34 mm. Per effetto delle maggiori dimensioni il loro peso unitario è passato da 1,75 kg a 2 kg.

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