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Per i tecnici Brembo il Suzuka International Racing Course rientra nella categoria dei circuiti scarsamente impegnativi per i freni. La Formula 1 ha esordito su questa pista nel 1987 ma il circuito di proprietà della Honda festeggia quest’anno 60 anni. Nelle prime edizioni diverse monoposto furono costrette a fermarsi per guasti ai freni, un problema che sembra ormai superato anche se nel 2019 due monoposto furono squalificate per aver impostato elettronicamente il bilanciamento della frenata. Come in tutti i tracciati molto “guidati” e con curvoni veloci, anche quello di Suzuka richiede un uso quasi insignificante dei freni: in metà delle 18 curve non sono minimamente usati e in altre 3 lo spazio di frenata non arriva nemmeno a 50 metri, tanto che l’impiego dei freni è inferiore ai 12 secondi al giro, equivalenti al 13 per cento dell’intero GP. Le frenate in cui si perdono oltre 170 km/h di velocità sono appena un paio ed entrambe hanno bisogno di 2,3 secondi per essere portate a termine. Un filo minori sono i valori della curva 9, intitolata a Ernst Degner, che però si mette in luce per 4,3 g di decelerazione e 133 kg di carico sul pedale del freno. Delle 9 frenate per ogni giro solo 2 sono impegnative per i freni. La più impegnativa in assoluto è la curva 16, dove la velocità scende da 273 km/h a 85 km/h in soli 100 metri. Durante i 2,33 secondi di funzionamento dei freni i piloti esercitano un carico sul pedale di 139 kg e sono soggetti ad una decelerazione massima di 4,7 g.

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