La Porsche 959 Parigi-Dakar ha dominato l’edizione 1986 della maratona africana, di ben 14.000 km, piazzando una bella doppietta con l’equipaggio composto da René Metge e Dominique Lemoyne davanti a quello Jacky Ickx e Claude Brasseur. Ora questa vettura è stata restaurata, in modo assolutamente conservativo, dal team Porsche Heritage and Museum insieme ai colleghi di Porsche Classic, mantenendo il più possibile dei pezzi originali, ed il campione belga è tornato al volante della “sua” vettura, questa volta sulla neve.

Nella storia dell’automobilismo sportivo non è raro incappare in automobili dal potenziale altissimo, oltre che dal fascino iconico, che però non hanno potuto esprimere a fondo perché “stroncate” da cambiamenti regolamentari oppure “sacrificate” da ragioni di marketing dalle stesse case automobilistiche. Una di queste è certamente la Giulia TZ2, una vettura caratterizzata da indubbie potenzialità a livello di performance oltre che da linee mozzafiato che, ci pare proprio di poter dire, hanno ispirato quelle di una vettura iconica per il Biscione come la 33 Stradale.

Ripercorriamo il restauro di una rara Giulietta Spider pre-serie, che proprio per l’esclusività di molti particolari differenti dalla serie ha richiesto agli specialisti della carrozzeria Prati (www.carrozzeriaprati.it) una accurata attenzione, coinvolgendo anche Alfa Romeo Heritage, per riprodurre esattamente la vettura come in origine.

Nel variegato mondo delle auto d’epoca esistono varie correnti di pensiero, sia per quanto riguarda la conservazione delle automobili sia nel caso si debba procedere con un restauro. I puristi ammettono solo due possibilità: restauro conservativo oppure, se necessario date le condizioni in cui si trova la vettura, parziale o totale ma sempre nel completo rispetto dell’originalità, cercando di salvaguardare il più possibile i particolari originali effettuando il corretto trattamento dei materiali. I meno intransigenti, invece, arrivano a concedere qualche piccola libertà in nome dell’affidabilità e ottimizzazione della fruibilità della vettura, spingendosi fino al miglioramento delle prestazioni dinamiche dell’automobile in questione.

Il Museo Porsche aggiunge alla sua collezione la prima vettura del Marchio vincitrice nel DTM. Si tratta della 911 GT3 R generazione 991 del KÜS Team Bernhard, pilotata da Thomas Preining nella stagione 2022. Peraltro, per poter essere esposta nel museo della Casa di Stoccarda, la vettura ha dovuto essere praticamente ricostruita, dai tecnici del team insieme a quelli del dipartimento Porsche Heritage and Museum, dopo un grosso incidente subito nella prova finale di Hockenheim.

Gli specialisti di Historic Motorsport hanno eseguito il restauro completo di una Porsche 962 C, riportata nelle condizioni e nella livrea originale. Per l’occasione è stato riunito, presso il reparto corse di Wiessach, il gruppo di lavoro dell’epoca. A restauro ultimato, la 962 C è stata collaudata da Hans-Joachim Stuck, che l’aveva portata alla vittoria nel 1987. 

Viktor Grahsel, meccanico di aerei e appassionato di Porsche, dopo 31 anni in Australia torna nella nativa Austria con una valigia e tre Porsche da restaurare. Tra cui una “special” di sua invenzione: una 356 Roadster con motore 3.0 turbo, denominata 356/930. Lui non riuscirà a portare a termine il progetto, ma lo fa un appassionato austriaco e ora quell’auto decisamente particolare ha trovato un celebre proprietario.

Ripercorriamo il restauro completo di una barchetta Buckler, un esemplare unico che conserva ancora oggi l’immatricolazione originaria FGV 150 che deriva dalla targa, eseguito in modo conservativo dal AM Classic Sport Garage per restituire alla vettura esattamente l’aspetto con cui correva oltre 70 anni fa.

La Elan incarna in pieno la filosofia che il suo creatore, Colin Chapman, trasferiva dalle Lotus da corsa a quelle stradali, perciò è stata una delle icone tra le sportive anni Settanta e oggi tra le più amate dagli appassionati di auto d'epoca. Ripercorriamo il restauro completo di un esemplare decisamente particolare, non solo perché si tratta di una +2 S ma perché questa vettura fu regalata, con la particolare colorazione, dal patron Lotus a Emerson Fittipaldi.