C’è ancora una speranza, residua ma c’è. Perché con la vittoria nel GP del Qatar, Max Verstappen è a 12 punti da Lando Norris, soltanto quarto al traguardo e per l’ultima corsa della stagione, domenica prossima ad Abu Dhabi, in teoria l’olandese potrebbe dare un dispiacere ai due piloti della McLaren, visto che Oscar Piastri, partito in pole, non è andato oltre il secondo posto.

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Di Paolo Ciccarone –  RMC Motori

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Della Ferrari meglio non parlare, visto un Leclerc ottavo e lontano dai primi e Hamilton sperduto nei bassifondi della classifica a lottare con piloti di rincalzo, come se invece di una Ferrari avesse una utilitaria.

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La gara si è giocata tutta in una decisione folle della McLaren. Le regole per questa gara imponevano due cambi gomme con un limite massimo di 25 giri per set, ebbene dopo che al 7.mo giro Hulkenberg è finito fuori dopo una toccata con Gasly, la safety car ha neutralizzato la gara. Tutti sono rientrati ai box per il cambio gomme, tranne i due della McLaren. Fedeli alle “papaya rules”, ovvero le regole di ingaggio dei due piloti, piuttosto che favorirne uno, li hanno fregati tutti e due perché quando poi è toccato cambiare le gomme alla McLaren, ormai la frittata era fatta e così con un Verstappen imprendibile e vincitore, un Piastri amareggiato e un Norris che deve ringraziare uno svarione all’ultimo giro di Antonelli, che era davanti ma è finito fuori in curva lasciandogli la quarta piazza, alla fine la classifica del mondiale vede Verstappen a inseguire con 12 punti di distacco ma con quattro punti di vantaggio su Piastri.

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Ovvero tre piloti in 16 punti a giocarsi il mondiale nell’ultima gara. Stefano Domenicali, presidente di Liberty Media per la F.1 gongola perché l’audience va alle stelle, in McLaren dopo il mondiale costruttori, rischiano di fare la fine della Ferrari ad Abu Dhabi nel 2010. All’epoca Alonso era davanti a tutti con Webber e Vettel a inseguire con le due Red Bull. Un errore clamoroso nella strategia regalò il titolo a Vettel e la delusione per Alonso. Al muretto, come ingegnere di pista, Andrea Stella. Oggi team principal McLaren. Che quell’incubo lo vivrà ogni notte da qui fino a domenica prossima sperando che resti un incubo e non diventi realtà.

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In Qatar si è mostrato un grande Carlos Sainz, capace di portare la Williams sul podio, nonostante la rottura della paratia dei freni che sul finire di gara lo ha rallentato, consentendo ad Antonelli un recupero, peccato che il bolognese in odore di podio, abbia sbagliato e dato a Norris quei punti in più che lo fanno stare se non sereno almeno con più ossigeno in canna. Un grande Sainz, testardo, capace e volitivo. Uno che ha fatto crescere la Williams così come aveva fatto crescere Renault, McLaren e pure Ferrari. E appena andato via sappiamo come sono andate le cose.

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Ancora sette giorni, poi cala la parola fine su questo mondiale che si gioca all’ultima prova. E pensare che in Olanda, fine agosto, Verstappen aveva 104 punti di ritardo e a chi gli chiedeva se fosse in lotta per il mondiale, aveva risposto: “Solo un idiota può pensare una cosa simile”. Adesso l’idiota sta gongolando da qualche parte…

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foto by pirelli