Dopo le due trasferte asiatiche, il Mondiale di Formula 1 si sposta nel continente americano per il Gran Premio degli Stati Uniti, diciottesimo round stagionale in programma nel fine settimana sul Circuit of the Americas di Austin, in Texas. Il “rodeo” texano apre un poker di gare che si svolgeranno nei continenti americani: dopo Austin sarà la volta dei gran premi del Messico, del Brasile e di Las Vegas.

Inaugurato nel 2012, il Circuit of the Americas è ormai considerato uno dei classici moderni della Formula 1, particolarmente apprezzato dai piloti per la varietà delle sue curve ed i numerosi cambi di pendenza. Il tracciato misura 5.513 metri e presenta 20 curve, con un dislivello complessivo superiore ai 40 metri. Uno dei punti più caratteristici è la ripida salita che conduce alla prima curva, un tornante a sinistra che offre spesso opportunità di sorpasso, soprattutto nelle fasi iniziali di gara.

Il primo settore presenta una sequenza di rapidi cambi di direzione, ispirata ad alcuni dei tratti più impegnativi dei circuiti di tutto il mondo, mentre il lungo rettilineo che porta alla frenata di curva 12 costituisce un altro dei principali punti nei quali i piloti possono tentare un attacco. La parte conclusiva del giro alterna curve di diversa velocità, che richiedono una monoposto ben bilanciata, capace di garantire precisione nei cambi di direzione e una buona trazione in uscita dalle curve più lente. Un ulteriore elemento da considerare è rappresentato dalle temperature, che in Texas possono essere particolarmente elevate e incidere sul comportamento degli pneumatici e sulle scelte strategiche. Anche le caratteristiche dell'asfalto, che presenta alcune irregolarità, contribuiscono a rendere impegnativa la ricerca dell'assetto ideale.

Per questa edizione del Gran Premio degli Stati Uniti, Pirelli ha scelto la terna di mescole composta da C2 come Hard, C3 come Medium e C4 come Soft, tornando a una selezione già utilizzata in passato dopo l'esperimento del 2025, quando era stato introdotto un salto di mescola tra Hard e Medium.

Dal punto di vista degli pneumatici, il COTA presenta sollecitazioni distribuite su entrambi gli assi. Nel primo settore, caratterizzato da curve veloci e cambi di direzione, gli pneumatici anteriori saranno particolarmente sotto stress. Nel terzo settore, invece, le numerose accelerazioni in uscita dalle curve lente tenderanno a generare degrado termico soprattutto sulle gomme posteriori. La superficie dell'asfalto non presenta livelli di rugosità particolarmente elevati. Un nuovo manto d’asfalto è stato posato quest’anno tra curva 9 e curva 11. Il fenomeno dell'aging nella restante parte del circuito, tuttavia, continua a essere significativo e contribuisce a generare livelli di usura rilevanti. Proprio l'usura, più che il graining, potrebbe rappresentare uno dei fattori chiave del fine settimana. L'aderenza della pista è mediamente buona anche grazie all'attività delle categorie di supporto, tra cui la Porsche Carrera Cup North America, gommata da quest'anno da Pirelli. L'evoluzione del tracciato, invece, non è tradizionalmente tra le più marcate del campionato. Sul piano strategico, la presenza della C2 come Hard potrebbe favorire stint lunghi, offrendo alle squadre una valida opzione per impostare una gara probabilmente a una sola sosta. Occorrerà però tenere conto delle temperature elevate che caratterizzano abitualmente il fine settimana texano e che potrebbero aumentare il degrado, aprendo la porta a soluzioni alternative.

Il Gran Premio degli Stati Uniti si è disputato 13 volte ad Austin, ma vanta complessivamente 46 edizioni, andate in scena su sei circuiti differenti. Il pilota più vincente nella storia della gara è Lewis Hamilton, con sei successi, uno in meno rispetto al record assoluto di Michael Schumacher. Tra i costruttori, il primato appartiene alla Ferrari, che può contare su undici vittorie.

Ed ora alcune considerazioni che ci riguardano direttamente, perché nel Gran Premio degli Stati Uniti Kimi Antonelli avrà a disposizione il primo “match point” per il titolo mondiale, a distanza di 73 anni dall’ultimo pilota nostrano a laurearsi iridato, Alberto Ascari nel 1953. Kimi ha un vantaggio di 102 punti su George Russell; perciò, per centrare l’obbiettivo iridato dovrebbe vincere la gara texana e sperare che il compagno di squadra non vada oltre il 9° posto. Però se dovesse venire cancellata una delle rimanenti gare, come potrebbe avvenire per Qatar e Abu Dhabi ancora a rischio, al nostro pilota basterebbe stare davanti all’inglese o non perdere più di due punti.

Dopo tre edizioni consecutive disputate con il formato Sprint, il Gran Premio degli Stati Uniti torna quest'anno alla programmazione tradizionale. Perciò l'attività in pista comincerà venerdì con le prime due sessioni di prove libere, alle 12.30 locali (19.30 CEST) e alle 16.00 (23.00 CEST). Sabato la terza e ultima sessione di prove libere è prevista alle 12.30 (19.30 CEST), seguita dalle qualifiche alle 16.00 (23.00 CEST). Domenica il Gran Premio prenderà il via alle 15.00 locali (21.00 CET, con il cambio dell’ora in Europa), con 56 giri da completare per una distanza complessiva di 308,405 Km.
