La prossima tripletta di gare consecutive prenderà il via a Baku, capitale dell’Azerbaigian, con l’omonimo Gran Premio, quindicesimo appuntamento della stagione. Il tracciato ricavato nelle strade della capitale azera rappresenta una sfida particolare nel panorama di Formula 1, poiché alterna sezioni molto veloci a passaggi estremamente stretti tra gli edifici del centro storico.

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I 6.003 metri del Baku City Circuit presentano caratteristiche difficili da ritrovare insieme su un qualsiasi altro tracciato: nella zona della città vecchia la carreggiata si restringe notevolmente, con le monoposto che transitano a pochi centimetri dai muri e c’è pure un tratto in cui c’è spazio per il passaggio di una sola vettura per volta. Lo scenario cambia completamente nella parte conclusiva del giro: dopo l’ultima sequenza di curve inizia infatti un tratto di oltre due chilometri da percorrere con l’acceleratore al massimo, e che porta fino alla staccata di curva 1. In questa sezione velocità di punta e scia possono avere un ruolo importante sia in qualifica sia in gara. La ricerca del giusto set-up per avere una vettura performance sia nei tratti lenti che in quelli veloci sarà la chiave del weekend. A complicare ulteriormente il lavoro delle squadre c’è poi l’asfalto cittadino, generalmente caratterizzato da un livello di grip inferiore rispetto a quello dei circuiti permanenti e sul quale può presentarsi il fenomeno del graining. Un’altra variabile è rappresentata dal vento che, incanalandosi tra gli edifici, può cambiare intensità e direzione nelle differenti zone del circuito.

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Alcune delle strade cittadine che compongono il tracciato sono state riasfaltate. I lavori hanno interessato sezioni delle curve 2, 3 e 4. Il nuovo manto, limitato a tratti specifici, non dovrebbe influenzare il comportamento degli pneumatici che, come accade spesso sui circuiti cittadini, troveranno inizialmente livelli di aderenza piuttosto bassi. L’evoluzione della pista nel corso del fine settimana sarà invece marcata grazie al progressivo deposito di gomma sull’asfalto.

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Per questo appuntamento, Pirelli ha selezionato la gamma di mescole più morbide: C3 come Hard, C4 come Medium e C5 come Soft. Lo scorso anno, la scelta era di uno step più morbida e comprendeva la C6 come Soft. Tuttavia, questa mescola non fu utilizzata in gara, con i piloti che preferirono allungare gli stint e garantirsi una maggiore flessibilità facendo affidamento sulla C5 e sulla C4. Quest’anno il programma di gara sarà anticipato di un giorno, con le prime due prove libere il giovedì, qualifiche venerdì e gara sabato alle 15 ora locale.

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L’asfalto, piuttosto liscio e poco abrasivo, dovrebbe garantire livelli di usura e degrado molto contenuti, tanto da rendere probabile una gara a una sola sosta. La C5 potrebbe essere protagonista di stint particolarmente lunghi, come già visto recentemente a Monza, circuito che presenta alcune caratteristiche simili a quelle di Baku. La Hard, al contrario, potrebbe essere scartata da molti team in gara. Qualche episodio di graining potrebbe manifestarsi soprattutto nelle prime sessioni, quando il grip sarà ancora limitato, ma non dovrebbe rappresentare un fattore determinante ai fini della prestazione.

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Pur essendo un circuito cittadino, Baku impone agli pneumatici carichi significativi per effetto del lunghissimo rettilineo principale e delle numerose accelerazioni da bassa velocità. Si tratta di un tipico tracciato "stop and go", dove la stabilità in frenata e la capacità di massimizzare la trazione in uscita di curva rivestono un ruolo fondamentale. Anche l’efficienza aerodinamica assume un’importanza particolare e una vettura con una bassa resistenza all’avanzamento potrebbe risultare avvantaggiata.

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Uno degli aspetti più interessanti dal punto di vista degli pneumatici sarà la gestione delle temperature. Il lungo tratto ad acceleratore completamente aperto che collega l’ultima curva alla prima favorisce infatti il raffreddamento delle gomme, agevolato dall’evoluzione dei cerchi. Questo fenomeno potrebbe aumentare il rischio di bloccaggi nelle staccate più impegnative, soprattutto all’anteriore. Anche le temperature ambientali potrebbero contribuire a mantenere sotto controllo il surriscaldamento degli pneumatici. Nonostante il clima generalmente caldo, gli edifici che costeggiano il tracciato proiettano numerose zone d’ombra, limitando così l’aumento della temperatura dell’asfalto.

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Il prossimo Gran Premio dell’Azerbaigian sarà il decimo ad essere ospitato dal tracciato cittadino di Baku. Otto edizioni sono state titolate allo Stato e una come Gran Premio d’Europa nel 2016. Sergio Perez e Max Verstappen sono gli unici piloti ad aver vinto più di una gara a Baku (entrambi a due vittorie). La scuderia più vincente è invece Red Bull (5). Charles Leclerc ha invece il maggior numero di pole position. Il ferrarista è partito dalla prima piazzola quattro volte.

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L’edizione 2026 sarà caratterizzata da un programma inedito. L’attività in pista inizierà infatti giovedì, con le prime due sessioni di prove libere, previste alle 12.30 e alle 16.00 locali (10.30 e 14.00 CEST). Venerdì la terza sessione inizierà alle 12.30 (10.30 CEST), prima delle qualifiche in programma alle 16.00 (14.00 CEST). Il Gran Premio dell’Azerbaigian prenderà il via sabato alle 15.00 locali (13.00 CEST): i piloti affronteranno 51 giri, per una distanza complessiva di 306,049 km.

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Foto by Pirelli