La Mercedes-AMG è tornata alla vittoria nella 24 Ore del Nurburgring dopo 10 anni di digiuno ma a passare per prima sotto la bandiera a scacchi non è stata quella che, probabilmente, tutti si aspettavano, cioè la #3 del Verstappen Racing, bensì la #80 del team Winward pilotata da Maro Engel, Maxime Martin, Fabian Schiller e Luca Stolz, che si è aggiudicata anche il secondo round dell’Intercontinental GT Challenge.

Scattata dalla 25.ma posizione sulla griglia di partenza, la GT del team Winward è risalita in maniera costante ereditando la testa della corsa a poco più di tre ore dalla fine, quando la vettura del team Verstappen Racing, gestita anch’essa da Winward, è stata fermata da un problema al semiasse.

Fino a quel momento, la vittoria sembrava già in tasca a Lucas Auer, Jules Gounon, Dani Juncadella e Max Verstappen, dopo che quest'ultimo aveva preso il controllo durante la notte, lottando proprio con Engel. A quel punto le Mercedes di Winward sembravano infatti avviate verso una sicura doppietta, ma lo stop obbligato di Juncadella, poi rientrato in pista per percorrere l’ultimo giro, ha posto fine alle speranze del suo compagno di squadra, quattro volte campione del mondo di Formula 1, la cui presenza ha contribuito al record di 352.000 spettatori e ai milioni di visualizzazioni in diretta streaming.

Tuttavia, l'olandese ha ampiamente soddisfatto le aspettative che circondavano il suo debutto alla 24 Ore del Nürburgring, tenendo testa ai migliori piloti GT del mondo sul temibile Nordschleife. Il suo primo doppio stint è stato memorabile, per aver sfiorato un grosso botto dopo un sorpasso azzardato ma anche per una magistrale serie di sorpassi che ha permesso alla sua Mercedes-AMG di risalire dalla sesta alla prima posizione prima di cedere il volante a Gounon.

Una penalità di 84 secondi inflitta alla Lamborghini del Team ABT, che ha terminato il primo giro ai box dopo essere partita dalla pole position, ha dato vita a un duello finale emozionante con l'Aston Martin di Walkenhorst. Ma alla fine è stata la Huracán condivisa da Luca Engstler, Mirko Bortolotti e Patric Niederhauser a superare Nicki Thiim, Christian Krognes e Mattia Drudi, conquistando il secondo posto.

La BMW del team Rowe ha concluso per poco ai piedi del podio, conquistato il secondo posto nella classifica IGTC, al termine di gara tutta in rimonta. Dan Harper, infatti, era scivolato in fondo al gruppo dopo essere stato speronato al primo giro, ma poi l’inglese ed i suoi compagni di abitacolo, Sheldon van der Linde, Dries Vanthoor e Max Hesse hanno condotto una gara di spessore.

La prima delle Porsche, quella del team Lionspeed GP pilotata da Heinrich-Vanthoor-Ricardo, non è andata oltre il sesto posto, davanti all’altra 911 del team Dinamic e alla Ford Mustang HRT che con Dennis Olsen aveva assaggiato anche il gusto della testa della corsa, grazie al fatto di essersi trovato con pneumatici rain in un breve periodo di asfalto bagnato.

Decisamente negativa la gara dell’unica Ferrari 296 in gara, iscritta dal team Kondo/Rinaldi, costretta al ritiro a causa di un incidente nelle prime fasi della gara, mentre si trovava tra i primi cinque.
