Dopo le trasferte in Oceania, Asia a America, la Formula 1 torna in Europa dove ci resterà, fatta eccezione per il GP Canada, fino alla conclusione dell’estate. Una lunga parentesi che inizia nel fine settimana con Il Gran Premio dell’Emilia-Romagna e del Made in Italy  sul tracciato di Imola per concludersi il 7 settembre a Monza con il Gran Premio d’Italia.

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Il settimo round stagionale si disputa sul circuito intitolato alla memoria di Enzo Ferrari e di suo figlio Dino, a pochi chilometri da Maranello, quindi a casa della Ferrari, che potrà indubbiamente contare sull’incrollabile affetto dei propri tifosi per ricevere la spinta necessaria a risalire la china.

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Ma sarà interessante vedere se questa fede non vacillerà con la presenza in pista di un pilota che più di casa non si può, essendo di Bologna, che pur guidando una monoposto diretta avversaria delle Rosse potrebbe far sognare tutti inserendosi nella lotta per un posto sul podio. Parliamo di Kimi Antonelli, che dopo aver già stampato una pole, anche se nella gara sprint, ha dimostrato di avere le carte in regola per puntare al colpaccio.

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Il tracciato di Imola è di antica concezione e anche per questo incontra il consenso dei piloti, che si divertono un mondo a guidare sui saliscendi che contraddistinguono l’inizio della catena degli Appennini. Nella sua attuale configurazione, il primo settore è il più impegnativo: propone infatti il lungo rettilineo dei box, sul quale è possibile aprire il DRS, seguito poi due chicane da alta velocità – le varianti del Tamburello e la curva Villeneuve che porta all’impegnativa frenata della Tosa – con insidiose vie di fuga in ghiaia. Il più piccolo errore, dunque, può costare decimi preziosi in qualifica e addirittura delle posizioni in gara. Il secondo settore prevede una ripida salita verso la curva Piratella, una delle più belle dell’intero campionato, dopo la quale si scende nuovamente a picco verso le velocissime pieghe a destra delle Acque minerali, dove i piloti dovranno azzeccare alla perfezione il punto di frenata per portare la giusta velocità nel terzo e ultimo settore, che porta all’unico detection point per il DRS di tutta la pista.

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Non sono molti i tratti favorevoli per i sorpassi, ma il rettilineo principale offre buona opportunità. Proprio per questo la qualifica assumerà un ruolo chiave. Anche in gara sarà importante la posizione in pista: per questo è probabile che la gara sarà a un singolo stop per minimizzare la possibilità di prestarsi ad un undercut.  

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L’appuntamento di Imola vedrà il debutto in gara della nuova mescola C6. La Pirelli ha infatti selezionato per questo fine settimana la terna più morbida possibile offerta dalla gamma 2025, composta appunto dalla C4 come Hard, la C5 come Medium e, appunto, la C6 come Soft. Sarà la prima volta che i piloti proveranno questa mescola con le vetture di questa stagione, visto che ai test del Bahrain nessuno la utilizzò.

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Omologata per essere utilizzata su tracciati a bassa severità, la C6 potrà così offrire un ulteriore step in termini di aderenza sul giro secco, approfittando anche di un asfalto che ha una rugosità inferiore alla media. Sarà difficile vederla impiegata anche in uno stint della gara ma i dati raccolti ad Imola, uniti a quelli che arriveranno nelle gare di Monte Carlo e Montreal, serviranno ai tecnici della P lunga per valutarne l’utilizzo in altri Gran Premi nella seconda parte della stagione.

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Sarà interessante vedere se l’ulteriore step fatto in termini di mescole, più morbide rispetto allo scorso anno, potrà avere un impatto. Peraltro, il tracciato è caratterizzato da una sola zona DRS e non offre molti punti idonei per i sorpassi, cui va aggiunto il fatto che la pit-lane è la più lunga del calendario in termini di percorrenza: fattori che hanno reso nel tempo la sosta singola è una tradizione pressoché obbligata su questa pista.

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La gestione delle gomme è influenzata dalle frequenti accelerazioni e frenate, con un carico medio basso sui pneumatici e un degrado generalmente contenuto. Tuttavia, i cordoli pronunciati possono aumentare le sollecitazioni meccaniche, specialmente sulle sospensioni e sulle coperture. Le opportunità di sorpasso sono limitate, rendendo la qualifica e la strategia di gara elementi decisivi.

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La Formula 1 ha esordito a Imola nel 1980, quando vi si disputò l’unica edizione del Gran Premio d’Italia corsa lontano dall’Autodromo di Monza. Dall’anno successivo e fino al 2006 è stato il palcoscenico del Gran Premio di San Marino per poi ritornare nel calendario nel 2020 come Gran Premio dell’Emilia-Romagna: soltanto due anni fa, a causa di una devastante alluvione, la gara, cui nel frattempo era stata aggiunta la denominazione “Made in Italy”, non ha avuto luogo.

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Il re di Imola è Michael Schumacher, che qui ha vinto ben sette volte. Al secondo posto della classifica dei vincitori ci sono ex-aequo, con tre successi ciascuno, due grandi rivali storici come Alain Prost e Ayrton Senna e l’attuale campione del mondo Max Verstappen, trionfatore delle ultime tre edizioni della corsa. Il brasiliano è il pilota con più pole position (8), seguito da Schumacher (5) e da René Arnoux (3). Schumacher è invece primatista nei piazzamenti sul podio (12), doppiando Prost (6), mentre Senna e Gerhard Berger (5 ciascuno) sono al terzo posto a pari merito.

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Fra le squadre, Ferrari e Williams condividono il primato di vittorie (8) davanti alla McLaren (6), a sua volta prima come numero di pole position (8), davanti a Ferrari (6) e Williams (4). Le stesse tre squadre guidano la classifica dei piazzamenti sul podio: Ferrari prima con 25, McLaren seconda con 22 e Williams terza con 15.

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Dopo il weekend di Miami con il formato Sprint, a Imola si torna allo schema tradizionale: due sessioni di prove libere al venerdì, alle 13.30 e alle 17.00; sabato le prove libere 3, alle 12.30, che precederanno le qualifiche delle 16.00. Il Gran Premio, sulla distanza di 63 giri pari a 309,049 km, prenderà il via alle 15.00.

Foto by Pirelli