Ci sono momenti e corse che entrano nella storia di diritto. Il GP di Cina è uno di questi per due motivi. Il primo, la vittoria di Kimi Antonelli con la Mercedes riporta sul gradino più alto del podio un pilota italiano dopo 20 anni. L’ultimo fu Giancarlo Fisichella al GP di Malesia del 2006, dopo di che il buio totale.

Di Paolo Ciccarone – RMC Motori
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La seconda, è che Lewis Hamilton con la Ferrari ottiene il primo podio grazie al terzo posto dietro al duo Mercedes di Antonelli e Russell e questo numero 203 della carriera arriva in un momento in cui, dopo 12 mesi di sofferenze alla Ferrari, Lewis fa la sua più bella gara in rosso battendo il compagno di squadra Leclerc dopo un duello durato svariati giri a suon di sorpassi e controsorpassi, tutti al limite dell’aderenza ma nel pieno rispetto reciproco. Davvero stupendo vedere due Ferrari così aggressive anche se lontane per la vittoria.

Perché in Cina è andato in scena il copione visto a Melbourne, ovvero Mercedes di un altro livello solo che stavolta a rendere il tutto più bello e gradevole c’è la vittoria di Antonelli. Il giovane bolognese, 19 anni sei mesi e qualche giorno, non è il più giovane vincitore di un GP (il record resta di Max Verstappen) ma resta il più giovane in pole, il più giovane a fare un giro veloce in gara (l’anno scorso, ma bissato anche in Cina stavolta) e il più giovane a segnare un hat trick, la speciale classifica in cui si ottiene pole, vittoria e giro veloce, cosa che un italiano non otteneva dal 1953…

Questi i numeri, ma nella sostanza Kimi ha controllato la gara al meglio. Perso il comando alla prima curva con un Hamilton partito a razzo, il giovane bolognese ha poi recuperato al meglio e una volta in testa ha controllato, impresso il suo ritmo e a suon di giri veloci, decimo dopo decimo, ha aumentato il vantaggio sugli inseguitori, a partire dal compagno di squadra Russell, risalito dalla quarta posizione alla seconda e con le due Ferrari alle prese con un duello che ha fatto temere il peggio (una toccata compresa) per Lewis e Charles, che sportivamente ha commentato: “Lewis ha meritato il podio, è stato più veloce e il duello è stato molto divertente”.

Questa gara, che vede nella classifica generale Russell primo con 51 punti e Antonelli secondo con 47, con la Mercedes in testa al Costruttori a quota 98 punti, fa capire anche che il dominio Mercedes non è fatto solo di motore, con le polemiche relative al rapporto di compressione variabile. I problemi al motore, infatti, hanno bloccato le due McLaren che dalla terza fila non sono nemmeno riuscite a partire e stessa sorte ha colpito anche Albon con la Williams Mercedes. Ovvero, tre motori Mercedes non sono nemmeno partiti e aggiungendo i problemi avuti da Russell in qualifica, il dominio c’è a patto che tutto funzioni e al momento non sembra essere tutto in ordine, perché nell’era della F.1 mezza elettrica, i problemi li stanno avendo un po’ tutti, ad eccezione di Ferrari che con la SF26 ha sfornato una macchina bilanciata cui manca poco per essere al vertice.

Ad Antonelli, comunque, sono arrivati i complimenti di tutti, a partire proprio da Fisichella che già dalla pole aveva espresso apprezzamento e dopo la vittoria ha riso commentando: “Kimi bravissimo, sono contento abbia interrotto il mio record”. Già, col tono di chi magari vorrebbe tornare in pista per godersi questa nuova F.1 altamente tecnologica ma altrettanto fragile e incomprensibile.

Foto by Pirelli