Attingendo dall’infinito archivio aziendale e dalla notevole esperienza maturata su questo specifico modello, i tecnici Supersprint hanno realizzato una ulteriore evoluzione della linea di scarico speciale per la BMW M3 E46. Il sistema Supersprint Quad Sonic tramite i quattro silenziatori singoli finali garantisce un effetto sonoro perfettamente bilanciato, smorzando a tutti i regimi il fastidioso timbro metallico. Ne risulta un sound più “pulito” e coinvolgente, tipico delle automobili da competizione.

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La sigla E46 identifica la quarta generazione della Serie 3 BMW. Il progetto che avrebbe portato all’erede della E36 fu avviato nel 1993 sotto la direzione di Chris Bangle, al quale vennero indicate alcune specifiche ben precise: tra queste, migliorare l’abitabilità nella zona posteriore dell’abitacolo, la guidabilità e la sicurezza della vettura. Partendo da un pianale completamente nuovo, Bangle ha incrementato la rigidezza della scocca del 70% rispetto al modello precedente, aumentando il passo di 25 mm, a vantaggio dell’abitabilità ma anche della distribuzione dei pesi, ottenendo il rapporto ideale del 50% tra i due assi grazie anche al fatto di poter posizionare tre cilindri del motore dietro l’asse anteriore. Infine, a completare le doti di abitabilità e stabilità, hanno contribuito anche l’allargamento delle carreggiate di 60 mm, sia all’anteriore che al posteriore, e l’ottimizzazione degli elementi delle sospensioni che hanno mantenuto lo schema MacPherson all’anteriore e Multilink al posteriore, così com’è stato ottimizzato l’impianto frenante, con quattro dischi di cui gli anteriori autoventilanti, servoassistito e provvisto di ABS.

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Naturalmente il designer statunitense è intervenuto con il suo personalissimo tocco anche sulla parte estetica, riuscendo a mixare in modo ottimale eleganza e sportività alle linee della nuova BMW E46, presentata al Salone di Ginevra 1998. Un mix ancora più riuscito sulla versione “rubacuori” della coupé della casa di Monaco, quella contraddistinta dalla lettera M, che sta per Motorsport. Possiamo infatti dire senza ombra di dubbio che la M3 E46, presentata nel 2000, rappresenti la versione più equilibrata tra le prime Serie 3 sportive dell’Elica: la E30 era decisamente vistosa, la E36 forse osava troppo poco, la E46 rappresenta probabilmente la sintesi migliore. I parafanghi sono allargati in misura discreta, il frontale è più gentile, arrotondato e con una calandra ridisegnata in modo più moderno, così come il particolare disegno dei fari anteriori, sempre a doppio proiettore racchiusi da una parabola ma arrotondati. Non mancano però alcuni indizi che evidenziano al primo sguardo l’innegabile DNA della vettura: la vorace bocca di raffreddamento anteriore, le piccole branchie laterali di sfogo dell’aria calda dal vano motore, il minimale spoiler sul cofano posteriore e, soprattutto, i quattro terminali di scarico che spuntano nella parte bassa posteriore.

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Ma probabilmente, la parte più nobile della M3 E46 è il suo cuore: il nuovo sei cilindri in linea, siglato S54B32, di 3,2 litri accreditato di una potenza di 343 CV a 7.900 giri/min e una coppia di 365 Nm a 4.900 giri/min. Una potenza specifica di 107 CV/Litro, all’epoca uno dei motori aspirati più performanti in questo senso, grazie anche all’adozione del variatore di fase di ultima generazione, doppio Vanos, per aspirazione e scarico, oltre all’alimentazione dotata di sei corpi farfallati. Valori che le consentono di raggiungere i 250 km/h, autolimitati, e scattare da 0 a 100 km/h in 5,2 secondi. Il tutto abbinato al cambio manuale a sei marce, con trazione posteriore e differenziale autobloccante M. Insomma, quanto basta per far battere forte il cuore ad ogni appassionato della guida “vera”, tanto che ancora oggi è in cima ai desideri degli amanti delle auto youngtimer.

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Tuttavia, a voler proprio fare i pignoli, non tutti gradiscono appieno il tradizionale “timbro” metallico emesso dallo scarico originale della sportiva bavarese. Perciò, a distanza di 25 anni dalla prima entrata in scena della M3 E46 e migliaia di impianti di scarico speciali Supersprint dedicati – nelle versioni Touring, Sport e Race – venduti in tutto il mondo, sulla spinta di questa seconda giovinezza attivata dall’interesse per le Youngtimer, i tecnici dell’azienda mantovana sono tornati a concentrarsi sul “pezzo” progettando e realizzando per la “Fraulein” bavarese un nuovo sistema cat-back Quad Sonic che elimina la, per molti, sgradevole tonalità metallica esaltando il coinvolgente sound del sei cilindri in linea a livelli da pelle d’oca!

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Il sistema cat-back Supersprint Quad Sonic si avvale del collaudato layout a tubo singolo, del diametro di 76 mm, che si combina con un silenziatore a flusso libero ed i quattro piccoli silenziatori finali. I quattro silenziatori singoli garantiscono un effetto sonoro perfettamente bilanciato, smorzando su tutto l’arco dei regimi di rotazione del motore il fastidioso timbro metallico. Ne risulta un sound più “pulito” e coinvolgente, tipico delle automobili da competizione.

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Con questo sistema i gas di scarico vengono convogliati e suddivisi in ciascuna delle diramazioni tramite un collegamento a collettore inverso. Trattandosi di un sistema cat-back completo, realizzato con un tubo singolo da 76 mm, la sezione centrale e il silenziatore posteriore Supersprint Quad Sonic devono essere installati insieme. Perciò, per andare incontro ai clienti che già possiedono una sezione centrale Supersprint (codice art. 787503 o 787513) e desiderano aggiornarla per poter montare il silenziatore posteriore Quad Sonic Supersprint, l’azienda mantovana offre un kit tubo di conversione che sostituisce l'estremità a Y che si trova in uscita al tubo centrale.

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Pur trattandosi, indubbiamente, di un sistema all’avanguardia, il concetto che ha guidato la progettazione e realizzazione del nuovo scarico Quad Sonic non è, in realtà, completamente nuovo per i tecnici mantovani che, udite udite, hanno ripreso il progetto del silenziatore Supersprint Sonic studiato per il VW Maggiolino degli anni ‘60. Attingendo dagli immensi archivi aziendali, i tecnici Supersprint hanno adattato il design dello storico impianto per realizzare i quattro silenziatori singoli finali per la BMW M3 E46. Una volta stabilito il layout generale si è trattato di definire l’ideale diametro dei tubi, ovviamente maggiore, in modo tale da soddisfare le esigenze del flusso dei gas di scarico del motore S54B32. Peraltro, sono disponibili due differenti opzioni per i terminali di uscita: con diametro da 80 mm oppure con sezione inferiore da 65 mm simile a quella di serie.

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