La Formula 1 arriva a Monza per uno degli appuntamenti più attesi della stagione, nonché la gara di casa per il leader della classifica iridata che a distanza di 73 anni - Alberto Ascari nel 1953 - è un pilota nostrano, Kimi Antonelli, e per la Scuderia Ferrari HP, tuttora in lizza per la corsa iridata con Hamilton che divide la seconda piazza con Russell seppur staccato di 59 punti.

Insomma, ci sono tutte le premesse affinché questa tredicesima tappa del Mondiale prometta un fine settimana tutto da vivere, con la tifoseria tricolore chiamata ad una difficile scelta. Peraltro, sono 60 anni che un pilota italiano non vince il GP d’Italia a Monza; l’ultimo fu Ludovico Scarfiotti proprio al volante di una Ferrari.

Inaugurato nel 1922, l’Autodromo Nazionale di Monza è uno dei circuiti più antichi ancora presenti nel calendario e ha ospitato il Gran Premio d’Italia in tutte le edizioni del Mondiale di Formula 1 ad eccezione del 1980, quando la gara si disputò a Imola. I suoi 5.793 metri conservano una natura unica nel panorama della stagione: lunghi rettilinei, velocità elevatissime – non per niente è denominato “Tempio della velocità” - e poche curve, quasi tutte diventate parte della storia di questo sport. Dalla Variante della Roggia, alle due curve di Lesmo, alla Variante Ascari, fino alla Curva Alboreto – un tempo nota semplicemente come Parabolica –, che riporta sul rettilineo principale, ogni tratto contribuisce a rendere Monza una sfida senza pari nel calendario.

Con la nuova generazione di monoposto introdotta nel 2026, la tradizionale ricerca dell’efficienza aerodinamica assume caratteristiche differenti. L’aerodinamica attiva permette di ridurre la resistenza all’avanzamento sui rettilinei attraverso lo Straight Mode, per poi riportare le ali nella configurazione che garantisce maggiore carico nelle curve. Altrettanto importante sarà la gestione dell’energia. I lunghi rettilinei metteranno alla prova le power unit 2026, nelle quali la componente elettrica ha assunto un ruolo molto più rilevante rispetto alla precedente generazione. Recuperare e utilizzare al meglio l’energia disponibile sarà quindi uno degli aspetti chiave del fine settimana, sia sul giro singolo sia sulla distanza di gara. Per importanza restano invariate anche stabilità in frenata e trazione. A Monza si affrontano alcune delle decelerazioni più impegnative della stagione, a cominciare dalla staccata della prima variante, al termine del rettilineo principale. Allo stesso tempo, uscire bene dalle chicane e dalle curve di Lesmo è essenziale per portare la maggiore velocità possibile sui lunghi tratti successivi.

La configurazione del circuito ha spesso permesso di completare il Gran Premio con una sola sosta, ma il comportamento degli pneumatici e le condizioni della pista nelle prove libere saranno determinanti per stabilire le strategie più efficaci. Con le monoposto di quest’anno un ruolo importante sarà ricoperto anche dalla gestione dell’energia nei duelli: l’Overtake Mode permette infatti al pilota che si trova entro un secondo dalla vettura che lo precede al punto di rilevamento di disporre di potenza elettrica supplementare nel giro successivo, un’opportunità che sui lunghi rettilinei di Monza potrà assumere particolare importanza. Un’altra variabile da gestire sarà il traffico in qualifica. Su una pista dove la scia può incidere sul tempo sul giro, trovare la posizione ideale rispetto alle altre monoposto può offrire un vantaggio, ma attendere troppo prima di iniziare il proprio tentativo espone al rischio opposto nonché a quello di prendere bandiera a scacchi prima di riuscirsi a lanciare per il proprio tentativo finale. Nelle fasi conclusive di Q1, Q2 e Q3 sarà quindi fondamentale gestire con precisione il momento dell’uscita dai box e la preparazione del giro lanciato.

Nel Tempio della Velocità verranno utilizzate le tre mescole più morbide della gamma: C3 come Hard, C4 come Medium e C5 come Soft. Sulla carta, tutte e tre le opzioni possono essere prese in considerazione per definire le strategie di gara della domenica, a condizione che le temperature non siano eccessivamente elevate.

Dal punto di vista dei pneumatici, l’asse anteriore dovrebbe essere soggetto a minori sollecitazioni in frenata, poiché le staccate saranno probabilmente effettuate a velocità inferiori. L’asse posteriore, invece, sarà sottoposto a carichi maggiori nelle fasi di trazione, quando viene sprigionata tutta la potenza della power unit. La stabilità in frenata e la trazione in uscita dalle curve, in particolare alla Prima Variante e alla Ascari, saranno i due fattori determinanti per guadagnare terreno sugli avversari su una pista dove si corre generalmente con una configurazione aerodinamica a basso carico, privilegiando la velocità di punta.

La pista offre solitamente un buon livello di aderenza fin dalle prime sessioni. Non sono state apportate modifiche significative al circuito dopo il completo rifacimento dell’asfalto nel 2024, realizzato con un manto caratterizzato da una rugosità contenuta. Quest’anno sono stati infatti rifatti i cordoli in corrispondenza delle curve 1, 4 e 8, mentre in curva 5 un’area in ghiaia è stata sostituita da una zona asfaltata. I piloti dovranno probabilmente gestire il surriscaldamento dell’asse posteriore nel corso della gara, ma il degrado non dovrebbe essere tale da compromettere le prestazioni dei pneumatici. La strategia a una sola sosta appare dunque la più probabile per domenica, nonostante a Monza le opportunità di sorpasso non manchino.

È la 77ª edizione del Gran Premio d’Italia, una delle gare più longeve del campionato di Formula 1, disputata sul circuito di Monza, ad eccezione di una sola edizione, quando si svolse a Imola. I piloti con il maggior numero di vittorie sono Michael Schumacher e Lewis Hamilton, con cinque successi ciascuno, mentre la scuderia più vincente è la Ferrari, con 20 vittorie.

Hamilton detiene anche il record di pole position a Monza (7) e di giri veloci (7). Tra i piloti attualmente in gara, Pierre Gasly ha conquistato la sua prima vittoria in Formula 1 proprio nel Tempio della Velocità, vincendo il Gran Premio d’Italia 2020 al volante dell’AlphaTauri e regalando al team il primo successo con la nuova denominazione.

In occasione del Gran Premio d’Italia a Monza, la Scuderia Ferrari celebra uno dei capitoli più significativi della propria storia, a trent’anni dalla prima stagione di Michael Schumacher a Maranello. Il tedesco arrivò nel team nel 1996 e nel decennio successivo ebbe un ruolo centrale in un periodo che trasformò la squadra e portò a uno straordinario ciclo di successi. La storia di Michael con la Ferrari è stata molto più di una sequenza di vittorie e titoli: la sua incessante ricerca del miglioramento, l’attenzione ai dettagli, la disciplina e la capacità di essere un vero uomo squadra hanno contribuito a creare una cultura che è divenuta uno dei tratti distintivi della Scuderia. Trent’anni dopo, quella cultura continua a essere parte del modo in cui Ferrari affronta le competizioni. Monza rappresenta dunque il luogo ideale per celebrare questa eredità; perciò, uomini e macchine della scuderia del Cavallino vestiranno una livrea speciale per ricordare la prima vittoria nel GP d’Italia del campione tedesco e la sua decade a Maranello.

Il weekend seguirà il formato tradizionale, con due sessioni di prove libere venerdì alle ore 12.30 e 16.00 CEST e la terza sabato alle 12.30. Le qualifiche scatteranno sabato pomeriggio alle 16.00, mentre il Gran Premio d’Italia prenderà il via domenica alle 15.00, sulla distanza di 53 giri pari a 306,72 km.

Foto by Pirelli