Il Mondiale di Formula 1 si appresta ad affrontare l'ultimo appuntamento prima della pausa estiva, il Gran Premio di Ungheria, undicesima prova stagionale che andrà in scena nel fine settimana all'Hungaroring, circuito che dal 1986 ospita senza interruzioni il gran premio con titolazione nazionale. Un tracciato tecnico e impegnativo, nel quale il caldo estivo rappresenta tradizionalmente un fattore determinante.

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Lungo 4.381 metri e situato a pochi chilometri dalla capitale ungherese, l’Hungaroring è uno dei tracciati più tecnici dell’intero calendario. Le curve si susseguono senza soluzione di continuità e il lungo rettilineo principale rappresenta l’unico vero momento di respiro. Per le sue caratteristiche viene spesso paragonato a un kartodromo in scala maggiore: precisione, ritmo e continuità sono qualità indispensabili per essere competitivi. Le possibilità di sorpasso sono limitate e si concentrano principalmente sul rettilineo di partenza e nel tratto compreso tra curva 1 e curva 3, motivo per cui la qualifica assume un peso determinante nell’economia del weekend. Peraltro, date le caratteristiche del tracciato, solitamente gli assetti delle monoposto sono molto simili a quelli adottati a Montecarlo.

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Proprio come nel Principato, anche a Budapest verranno utilizzate le tre mescole più morbide della gamma. C3, C4 e C5 sono la scelta ideale per un tracciato lento dove è fondamentale la stabilità in trazione e frenata per affrontare i cambi di direzione. L’asfalto ha una rugosità pronunciata dovuta all’età dei tratti non rinnovati e il livello di aderenza è tra i più bassi della stagione, con un’importante evoluzione della pista nel corso del fine settimana.

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Il circuito è stato oggetto negli ultimi due anni di un riammodernamento complessivo che ha interessato il paddock, le aree ospitalità ma anche pista e tribune. Per il Gran Premio d’Ungheria 2026 sono state riasfaltate curva 1 e 12, dopo che l’anno scorso era stato posato un nuovo manto su pit lane e griglia di partenza.

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Le temperature di pista all’Hungaroring sono di solito i valori più alti registrati nel corso della stagione. Il degrado termico è dunque uno dei principali fattori di influenza sulle gomme, soprattutto all’asse posteriore per via della predominanza di fasi di trazione. Anche il graining potrebbe fare la sua comparsa sulle mescole più morbide.

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Proprio il degrado degli pneumatici dovrebbe avvicinare, in termini di tempo gara, le strategie di domenica a doppia sosta e quelle a singola sosta. Nella scelta tra le due opzioni entreranno sicuramente in gioco anche le considerazioni legate al vantaggio di mantenere una buona posizione in pista, su un circuito dove i sorpassi potrebbero rivelarsi complicati. Con temperature molto elevate, è probabile che le scuderie privilegino le due mescole più dure.

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Dopo il Gran Premio di Ungheria, Pirelli rimarrà a Budapest con Aston Martin, Audi e Alpine per due giorni di test, martedì e mercoledì, per lo sviluppo dei pneumatici della prossima stagione.

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Il Gran Premio d’Ungheria è alla sua 41.ma edizione. Tutti gli appuntamenti sono stati ospitati finora dall’Hungaroring, alle porte di Budapest, ininterrottamente dal 1986 a oggi. Il pilota con più vittorie su questo tracciato è Lewis Hamilton (8 successi), che precede Michael Schumacher di quattro primi posti. McLaren, con 13 vittorie, è invece il costruttore più vincente a Budapest. Ben tre piloti dell’attuale griglia hanno conquistato la loro prima vittoria in Formula 1 in Ungheria: Fernando Alonso nel 2003 con Renault, Esteban Ocon nel 2021 con Alpine (primo successo anche per il team) e Oscar Piastri nel 2024 con McLaren.

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L’attività in pista inizierà venerdì con le prime due sessioni di prove libere, in programma alle 13.30 e alle 17.00 CEST. Sabato, alle 12.30, andrà in scena la terza e ultima sessione di prove libere, seguita dalle qualifiche alle 16.00. Il Gran Premio scatterà domenica alle 15.00 e si disputerà sulla distanza di 70 giri, pari a 306,63 km.

Foto by Pirelli