La Formula 1 torna in pista questo weekend per il Gran Premio del Belgio, decimo appuntamento della stagione e penultima tappa prima della pausa estiva. Spa-Francorchamps rappresenta uno dei circuiti più iconici e impegnativi del calendario, non per niente definito l’università del motorsport, grazie a un mix unico di velocità, dislivelli e condizioni meteo spesso imprevedibili. In Belgio si torna al format tradizionale, con tre sessioni di prove libere che offriranno alle squadre più tempo per preparare qualifiche e gara.

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Con i suoi 7.004 metri, quello di Spa-Francorchamps è il circuito più lungo del Mondiale, oltre che uno dei più amati per le sue caratteristiche e la sua storia (era già presente nel Mondiale del 1950): Eau Rouge-Raidillon, Kemmel, Pouhon, Blanchimont e la chicane Bus Stop sono tra le curve più celebri del campionato e richiedono un compromesso tecnico estremamente raffinato tra efficienza aerodinamica, stabilità alle alte velocità, trazione e carico nelle sezioni più guidate.

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A Spa-Francorchamps l'efficienza complessiva della vettura assume un'importanza particolare. I lunghi rettilinei premiano la velocità massima, mentre i rapidi cambi di direzione e le curve percorse ad alta velocità richiedono precisione e stabilità. La gestione degli pneumatici resta un fattore determinante, soprattutto considerando le elevate sollecitazioni a cui sono sottoposti nel corso del giro.

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Inoltre, come spesso accade nelle Ardenne, anche il meteo potrà avere un ruolo decisivo: capita che piova soltanto in una parte del circuito mentre un altro settore rimane completamente asciutto, creando condizioni estremamente variabili e rendendo strategia e capacità di adattamento elementi chiave del weekend.

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Peraltro, la pista è immersa in uno scenario che gode di un microclima del tutto particolare rispetto al resto della regione: in caso di maltempo, infatti, le nuvole cariche di pioggia impiegano più tempo a lasciare l’area, che rimane umida e influenza le condizioni dell’asfalto. Il che rende anche particolarmente delicata la scelta degli pneumatici da utilizzare, tra slick e intermedie.

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Per questa sfida, Pirelli ha portato le mescole C2, C3 e C4. Spa-Francorchamps si colloca tra i circuiti più severi per gli pneumatici in termini di carichi e forze generate, pur senza raggiungere i livelli di Suzuka o Silverstone. Il punto più rappresentativo è senza dubbio il tratto compreso tra l’Eau Rouge e la salita del Raidillon. Lì si susseguono curve in rapida successione e in senso opposto mentre la pista sale di quota, prima di immettersi sul rettilineo del Kemmel. Quest’ultimo tratto presenta ora scanalature nell’asfalto pensate per facilitare il drenaggio dell’acqua e migliorare la visibilità in caso di pioggia.

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La pista è stata completamente riasfaltata un paio di anni fa e, nei primi giorni del weekend, offre generalmente un livello di aderenza non particolarmente elevato. A contribuire al miglioramento del grip potrebbe essere il recente fine settimana dedicato alle gare GT, con la 24 Ore di Spa che ha lasciato ulteriore gommatura sul tracciato.

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I tre settori che compongono il circuito presentano caratteristiche molto diverse tra loro e hanno sempre rappresentato un rompicapo per la messa a punto delle vetture. Il primo è il più veloce e comprende un lungo rettilineo nel quale i sorpassi sono frequenti; il secondo è più tortuoso, con curve a media velocità, molte delle quali in discesa; il terzo, infine, è più scorrevole e si sviluppa in leggera salita.

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Quest’anno l’introduzione della nuova aerodinamica dovrebbe rendere più semplice individuare il giusto compromesso in termini di deportanza. Le monoposto potranno infatti adottare configurazioni più cariche per affrontare le sezioni guidate del circuito, beneficiando al tempo stesso della straight mode sui rettilinei. Come già visto a Silverstone, sarà inoltre fondamentale la capacità dei piloti di gestire e ricaricare efficacemente la power unit.

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Anche le temperature potrebbero influenzare in modo significativo l’andamento del weekend e le strategie di gara. Durante la 24 Ore di Spa, disputata a fine giugno, la temperatura dell’asfalto ha superato i 55 °C. Con valori così elevati è plausibile che il degrado termico degli pneumatici aumenti, incrementando le probabilità di vedere strategie su due soste. In ogni caso, le protagoniste della gara di domenica dovrebbero essere le due mescole più dure della gamma.

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Quello che si correrà il prossimo fine settimana a Spa-Francorchamps sarà il 71° Gran Premio del Belgio. La pista ha ospitato finora 58 edizioni della gara titolata, che si è svolta anche a Zolder per 10 anni e a Nivelles per 2. Il pilota con il maggior numero di vittorie nel Gran Premio vallone è Michael Schumacher, con 6 successi. Il pilota tedesco vinse a Spa la sua prima gara di Formula 1 nel 1992, al volante della Benetton. Lewis Hamilton e Ayrton Senna vantano invece 5 vittorie ciascuno. La Scuderia Ferrari è il costruttore con più successi nel Gran Premio, con 18 vittorie, 3 in più della McLaren.

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Venerdì in Belgio sono previste due sessioni di prove libere (13.30 e 17.00 CEST), seguite sabato dalla terza sessione (12.30 CEST) e dalle qualifiche che alle 16.00 definiranno la griglia di partenza. Domenica, alle ore 15.00 CEST, scatterà il Gran Premio, sulla distanza dei 44 giri, pari a 308,052 km.

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Foto by Pirelli