Il Campionato Italiano Formula 3 per vetture storiche si avvia ad una nuova stagione. Il Team Zero40 dallo scorso anno collabora con ACI Sport per la promozione e l’organizzazione della serie tricolore. Matteo Aralla, pilota e team manager ci racconta quali saranno le novità.

Testo e immagini di Massimo Campi
“Siamo pronti per la nuova stagione 2026 dove verranno disputati quattro eventi con due gare ciascuno. In totale saranno otto gare durante l’anno sui tracciati di Mugello, Vallelunga, Misano, stiamo aspettando conferma per Imola e forse anche per un quinto appuntamento su una pista estera. Il campionato sta crescendo, in Italia ci sono alcune realtà che da anni corrono con le loro monoposto nella serie Europea e nelle gare francesi, la nostra volontà è quella di coinvolgerli per dare maggiore visibilità anche alle gare italiane. Le Formula 3 che partecipano al campionato vengono divise in categorie a seconda degli anni di costruzione, la prima è per vetture fino al 1984 e le monoposto corrono con le stesse regole delle serie europea. La seconda categoria è quella fino al 1991 con vetture in carbonio e motori a 8 valvole che hanno una potenza di circa 165 cv. La terza è dal 1992 al 1996, monoposto con scocche in carbonio e motori 16 valvole con strozzatura di aspirazione da 24 mm (motori da circa 190 cv). Infine, sarà prevista anche l’ultima categoria per vetture dal 1997 al 2000 con strozzatura da 26 mm e motori da circa 230 cv”.

Il team Zero40 nasce dalla passione di Emanuele e Matteo Aralla che ci hanno aperto le porte della loro officina in Brianza, durante l’inverno le vetture sono ancora smontate in attesa di essere preparate per la stagione 2026. Matteo ci racconta come è nato il Team Zero40
“Direi che è nato quasi per caso. Eravamo alcuni amici con la passione per le auto da corsa, un bel giorno ci siamo messi assieme ed è nato Zero40. È stata una occasione per riunire persone appassionate di motorsport e darsi una struttura per affrontare le gare, tutto molto semplicemente, senza una idea di fare business, ma quella di poterci divertire facendo però le cose al meglio e avere anche una nostra identità. Il Team Zero40 ha iniziato ben presto a funzionare, da “quattro amici al bar” abbiamo vinto la prima gara nell’Europeo Montagna e abbiamo capito che c’era spazio per fare bene e crescere. La passione per il motorsport nasce da mio padre Emanuele che nei fine settimana si dedica alle cronoscalate”.

La voglia di mettersi in gioco contagia anche Matteo Aralla.
“Avevo 23 anni quando ho iniziato a correre nelle gare in salita, il debutto è avvenuto con la Alpine Renault di mio padre in una cronoscalata. Faccio due gare vinco la mia classe, sono terzo di categoria e 15° assoluto! Passa un anno per la mia seconda cronoscalata, questa volta ha validità europea e sono io che salgo sul gradino più alto del podio”.
La prima svolta arriva con la monoposto.
“Le gare mi appassionano sempre più, la voglia è quella di andare sempre più forte e correre puntando alle posizioni alte di classifica. È ora di fare una svolta: nelle cronoscalate si può correre anche con le monoposto; perciò, troviamo una ex Formula Renault su cui faccio io la prima gara. Il passo successivo è stato l’acquisto di una F.Renault moderna con cui ho continuato a gareggiare, mentre mio padre è passato a quella precedente degli anni ’70. Cambiano le regole, le due vetture non possono più correre negli stessi eventi, decidiamo di acquistare delle monoposto di F.3 e arriva la Dallara 390/Alfa Romeo ex Oliver Panis. La seconda monoposto arriva dopo la vendita delle Renault e completiamo il Team con una Reynard 903. Mio padre vince il Campionato Italiano Salita, dopo un anno mio di pausa ritorniamo a correre insieme e trovo molto bello competere contro e contemporaneamente correre insieme a mio padre. Tra le vittorie di mio padre ci sono anche diverse Cesana-Sestriere, tra queste ricordo la vittoria assoluta nel 2017, una edizione molto particolare e difficile con un meteo molto variabile. È un trionfo per il Team Zero40, la ricompensa a tanti sforzi e al duro lavoro di preparazione”.

Perché il nome “Zero40”?
“Mi viene sempre da ridere ripensando a come abbiamo dato quel nome alla nostra squadra. Tutto nasce dalla cronoscalata Pieve Santo Stefano con un problema particolare: si erano starate le puntine dello spinterogeno sulla nostra vecchia F. Renault. Ad un certo punto il motore non prende più giri, capiamo che è un problema elettrico ed iniziamo a lavorare sull’impianto pensando a qualche massa staccata o alla batteria. Ero veramente abbattuto, volevo fare quella gara, lavoriamo come pazzi ma non riusciamo a venirne a capo, siamo stanchissimi fino a quando arriva un nostro vecchio amico e apre lo spinterogeno scoprendo il problema. L’apertura delle puntine deve essere di 0,40 mm, noi presi dal panico avevamo smontato di tutto, senza pensare al problema più ovvio. Dopo avere risolto con un cacciavite e uno spessimetro l’amico meccanico ha iniziato a prendermi in giro chiamandomi per diverso tempo “Zero40”: da quel momento è diventato anche il nome del nostro Team!”

Dalle salite passate alle gare in pista.
“Nelle gare storiche arrivano le ex F. 2, monoposto da oltre 300 cv e per le nostre F.3 che hanno molti meno cavalli c’è sempre meno spazio. Inoltre, la FIA sta pensando di limitare le monoposto nelle gare europee per evidenti ragioni di sicurezza. La Zero40 era cresciuta, per non rimanere tagliati fuori dal mondo delle cronoscalate abbiamo fatto l’esperimento di andare a correre in pista. Era il 2022, fatta la prima gara ci è subito piaciuto anche questo ambiente. Dopo quell’esperienza nel 2023 scegliamo di correre in pista nel Trofeo Formula X organizzato da Panizzi. Corriamo con tre vetture, oltre al sottoscritto e mio padre Emanuele, c’è anche Zani con una terza Dallara. La condivisione dell’evento e la passione all’interno del paddock ci è subito piaciuta e da quel momento si è compiuta la svolta. In seguito, Luca Panizzi ha scelto altre strade, ma valeva la pena di continuare con le nostre Formule a correre in pista. Con i vertici ACI Sport siamo riusciti a far correre le vetture di quel trofeo negli ACI Weekend Storico come formula storiche”.

Da quanti elementi è composta la vostra organizzazione
“Nell’officina Zero40 ci lavorano tre persone, il sottoscritto, mio padre e Alessandro, il nostro aiuto meccanico, mentre nei weekend di gara l’organico sale a sette elementi con un meccanico per ogni vettura e vari assistenti. Oltre ad una F.Ford Van Diemen, gestiamo cinque vetture di Formula 3: tre Dallara, una Reynard e una Ralt Rt34 ex Jo Zeller del 1990”.
