L’appuntamento di Monza è sempre speciale ma quest’anno lo sarà ancora di più. Per la settantacinquesima volta il Campionato del Mondo di Formula 1 correrà sul tracciato dell’Autodromo Nazionale, la pista dove si sono disputate più gare nella storia della massima competizione automobilistica. Il Gran Premio d’Italia segna il 16.mo round stagionale.

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L’Autodromo Nazionale di Monza, costruito nel 1922 e rimasto quasi inalterato nella sua anima da alta velocità, è una delle piste più iconiche del calendario di Formula 1, del quale ha sempre fatto parte con l’unica eccezione del 1980, quando la gara si svolse a Imola. Lungo i 5.793 metri del percorso le monoposto toccano velocità altissime grazie ai lunghi rettilinei sui quali è possibile spingere al massimo. I tratti rapidi del circuito sono uniti tra loro da curve altrettanto celebri: basti pensare alla Variante del Rettifilo, in fondo al rettilineo del traguardo, alla Roggia, che segue la Curva Grande che i piloti affrontano in pieno, e alla variante Ascari, che arriva dopo le due curve di Lesmo e lancia verso la celebre Parabolica, ora intitolata al grande Michele Alboreto.

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L’efficienza aerodinamica è fondamentale per avere velocità di punta ed è dunque scontato vedere vetture con ali particolarmente scariche: la natura della pista impone tuttavia di tenere in conto anche il comportamento delle monoposto nelle varianti, dove serve trazione in uscita per limitare i problemi legati alle gomme e potersi difendere in gara quando si viene attaccati. Anche ai freni è richiesta estrema efficienza dal momento che i piloti devono poter passare da 340 a 80 km/h nel breve spazio di 150 metri, come accade alla prima staccata dopo il via. Due le zone DRS: sul rettilineo principale e dopo la seconda curva di Lesmo, anche se Monza è la pista che premia meno la possibilità di aprire l’ala posteriore dal momento che già in condizioni standard la resistenza all’aria degli alettoni è minima.

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L’evento è speciale anche per la Pirelli, che qui vedrà culminare i festeggiamenti per il traguardo dei 500 Gran Premi raggiunto a Zandvoort lo scorso fine settimana: così come nel Gran Premio d’Olanda, anche in quello d’Italia tutte le gomme slick e le venti vetture in pista saranno decorate dal logo presentato a Londra il 18 febbraio scorso, in occasione della festa per i 75 anni della Formula 1.

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Non cambia la selezione di mescole per il Gran Premio d’Italia: all’Autodromo Nazionale Monza verranno infatti utilizzate la C3 come Hard, la C4 come Medium e la C5 come Soft, esattamente come lo scorso anno, quando la pista era stata appena riasfaltata. Dopo dodici mesi di utilizzo, l’asfalto avrà inevitabilmente subito un processo di invecchiamento, ma ciò non dovrebbe incidere in maniera sostanziale sul ventaglio di strategie possibili sul circuito che richiede il carico aerodinamico più basso di tutta la stagione.

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Le mescole più utilizzate in gara saranno con ogni probabilità la Hard e la Medium. Il livello di graining dovrebbe essere presumibilmente inferiore rispetto a quello riscontrato lo scorso anno, quando il manto non era ancora rodato. Il tempo perso in pit-lane per il cambio gomme è tra i più elevati del calendario: le squadre cercheranno quindi di allungare il più possibile gli stint, tenendo sotto controllo il degrado, per provare a fermarsi solamente una volta per il cambio gomme. La difficoltà nei sorpassi, dovuta soprattutto alla ridotta efficacia del DRS quando il carico aerodinamico di base è ai minimi, è un ulteriore elemento che, spesso, fa pendere la bilancia della strategia verso la sosta singola. A controbilanciarli potrebbe esserci il fattore temperatura: se fossero elevate – l’inizio di settembre in Lombardia può riservare ancora un clima da piena estate – il degrado degli pneumatici potrebbe accelerarsi e, di conseguenza, rendere il doppio pit-stop più competitivo.

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Monza ospita quest’anno per la settantacinquesima volta una gara, il Gran Premio d’Italia, valida per il Campionato del Mondo di Formula 1. In realtà, il Gran Premio aveva già tagliato questo traguardo lo scorso anno, visto che nel computo va considerata anche l’edizione del 1980, che si corse a Imola. Monza resta in ogni caso il circuito che ha ospitato più Gran Premi nella storia della massima competizione automobilistica, superando Monaco e Silverstone.

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Due piloti iconici come Michael Schumacher e Lewis Hamilton condividono non soltanto il primato di titoli iridati ma anche quello delle vittorie e Monza, cinque ciascuno. L’inglese detiene anche il record di pole position (7) ed è a pari merito col tedesco come numero di piazzamenti sul podio (8).

La Ferrari è la squadra con più successi: quasi un terzo (20) delle gare disputate sono state appannaggio della Scuderia, che detiene anche il primato di pole position (23) e di piazzamenti sul podio (72). La McLaren è seconda in tutte e tre le classifiche ma a grandissima distanza dalla squadra italiana: 11 vittorie, 12 pole position e 31 piazzamenti sul podio.

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Undici volte (1950, 1956, 1961, 1963, 1966, 1969, 1972, 1973, 1975, 1978 e 1979), il Gran Premio d’Italia ha visto l’assegnazione del titolo mondiale Piloti: l’unico a fare il bis iridato a Monza fu Jackie Stewart, campione nel 1969 e nel 1973.

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In occasione del Gran Premio d'Italia a Monza, la Scuderia Ferrari HP rende omaggio al cinquantesimo anniversario del primo titolo mondiale conquistato da Niki Lauda con una livrea speciale per la SF-25, ispirata alla 312 T, e divise che rimandano al 1975. Della monoposto del 1975 rimane iconica anche la livrea, che per l’occasione rivivrà sulle monoposto di Charles Leclerc e Lewis Hamilton. La tonalità del rosso sarà la stessa della vettura di cinquant’anni fa e non mancheranno le celebri strisce bianche longitudinali sulla carrozzeria, così come i nomi dei piloti scritti in corsivo. Anche i numeri di gara saranno coordinati, in nero, incasellati in una tabella portanumero bianca. L’ala posteriore sarà color argento metallizzato, a ricordare l’alluminio che veniva utilizzato allora, prima che in Formula 1 arrivasse la fibra di carbonio. Il cofano che copre la power unit della SF-25 sarà ovviamente bianco, come quello della vettura di Lauda, e anche le ruote avranno un disegno ispirato ai cerchioni dell’epoca.

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Tutto il team domenica indosserà divise speciali ispirate alla stagione 1975, sulle quali farà il proprio ritorno il logo rettangolare dell’azienda al posto dello scudetto, che sarà solo sulle monoposto. Leclerc e Hamilton avranno tute, scarpe e caschi dedicati, che richiameranno lo stile e i colori dell'epoca, creando un collegamento visivo tra il passato glorioso e il presente della Scuderia Ferrari.

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Il format del weekend sarà quello tradizionale, fatto di tre sessioni di prove libere: due al venerdì, alle ore 13.30 e 17.00, e una al sabato alle 12.30. Le qualifiche saranno sabato pomeriggio alle 16.00 mentre la gara scatterà domenica pomeriggio alle 15.00, con i consueti 53 giri pari a 306,72 km.

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