Una giornata storica per lo sport italiano: 73 anni dopo Alberto Ascari un altro italiano iscrive il suo nome nell’albo d’oro della F.1. Ad appena 20 anni e due mesi Kimi Antonelli con la Mercedes porta a casa un titolo iridato che sembrava un sogno impossibile alla vigilia di questa stagione.

Di Paolo Ciccarone – RMC Motori
![]()
Il risultato finale è maturato grazie a una gara intelligente, dove ha controllato la corsa, stando lontano dai problemi e dalle bagarre che hanno visto Verstappen e Hamilton lottare negli ultimi giri di gara con un duello vecchio stile, fatto di sportellate e lotte intestine che alla fine hanno portato sul podio i migliori piloti del momento: Verstappen Hamilton e il neo campione del mondo Kimi Antonelli. Due gare in una: quella della corsa iridata, con Antonelli che ha saputo gestire per oltre metà gara la posizione sufficiente per diventare campione del mondo.

Un risultato che in Italia mancava da 73 anni e che è il frutto della scommessa di Toto Wolff che ha visto in Antonelli il degno erede di Lewis Hamilton quando questi annunciò il passaggio alla Ferrari nel 2025. La stagione di Kimi è fatta di record su record: il più giovane a vincere un mondiale F.1, venti anni e 68 giorni, il primato precedente era di Sebastian Vettel, il più giovane a fare una pole, a vincere a Monza e Montecarlo, e in Italia era dal 1968 che un pilota tricolore non si imponeva sul tracciato di casa (Scarfiotti con la Ferrari).

Insomma, da qualsiasi parte la si giri, Antonelli ha scritto una pagina unica di storia del motorsport nazionale e non solo. E’ il pilota con più vittorie, 9 in questa stagione, 7 pole position (record precedente di Ascari con 6) e ha mostrato testa e piede. In Messico, ad esempio, visto che Verstappen ed Hamilton erano davanti e Russell dietro in classifica, bastava arrivare in fondo. Era quarto, ma appena ha visto un varco non ci ha pensato due volte a superare Leclerc con la Ferrari e portarsi in terza posizione e salire sul podio. Poteva non farlo, sarebbe stato campione del mondo ugualmente; invece, dopo aver gestito tutta la gara facendo durare le gomme morbide più degli altri (ha girato per 41 giri contro i 29 dei rivali con le stesse gomme) aveva anche la corsa in mano. Non ha vinto perché contro Verstappen e Hamilton sapeva sarebbe stata dura, ma in ogni caso ci ha provato.

E il risultato è un pianto liberatorio che ha scaricato una tensione e una pressione che Antonelli ha saputo trasformare in energia per ottenere il risultato finale. E sempre con la famiglia al fianco, perché è ancora un ragazzo di 20 anni e mamma Veronica ha confessato che gli dà ancora la paghetta mensile “Perché deve imparare a gestirsi e capire che niente regala niente a nessuno e deve farcela con le sue forze”. Adesso questo titolo mondiale porterà in cassa qualche milione di euro, la paghetta appare perlomeno superflua ma serve come stimolo per imparare a gestirsi.

“Kimi ha mostrato che i sogni si possono realizzare – ha detto Stefano Domenicali, CEO di Liberty Media – ma è anche e soprattutto un esempio per milioni di fans in giro per il mondo che traggono ispirazione da lui e dal suo modo di fare, un esempio per tanti che vedono come i sogni si possono realizzare. Conosco Kimi da bambino e la sua famiglia e posso dire che è un orgoglio vedere cosa ha saputo raggiungere e posso solo fare le mie congratulazioni a lui, alla Mercedes e alla famiglia per questo risultato prestigioso”.

E pensare che quando Toto Wolff qualche anno fa disse che Kimi sarebbe diventato campione del mondo, pensavamo stesse scherzando: “No ero proprio convinto di quello che dicevo – ci ha confermato poco tempo fa – lo avevo visto in kart, poi in F.4, ho visto che imparava velocemente dai propri errori e ho capito che aveva la stoffa per farcela. E’ stata una scommessa ma fatta sul talento e sulle qualità e sono molto orgoglioso per quanto raggiunto da Kimi e dal team Mercedes”.

Foto by Pirelli + Merceds AMG