C’è chi corre per vincere la gara e chi corre per vincere il campionato. In Olanda questo assunto è apparso evidente grazie alla corsa di Kimi Antonelli che nel corso del week end ha ottenuto il massimo senza prendersi rischi inutili. Il secondo posto dietro al vincitore Lando Norris con la McLaren, al secondo successo consecutivo dopo l’Ungheria, è proprio il sintomo di come il bolognese, che compie 20 anni il 25 agosto, abbia metabolizzato alcune delle caratteristiche dei grandi campioni, ovvero portare a casa il massimo possibile senza rischiare troppo.

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Di Paolo Ciccarone –  RMC Motori

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Un po’ alla Lauda e Prost ma con un piede che ricorda i grandi del passato. Lo ha dimostrato in una doppia partenza nelle prime fasi della corsa, una corsa in cui la Ferrari ha scritto una pagina polemica coi due piloti, quarto Hamilton e quinto Leclerc, che fa capire molto sul clima interno. Ma questo è un argomento secondario rispetto alla cronaca della gara. Infatti nel primo via Antonelli ha subito bruciato Russell che partiva in prima fila, poi in seguito all’uscita di Verstappen alla fine del primo giro e conseguente bandiera rossa, quando è ripartita la gara con Antonelli in prima fila a fianco di Norris, il bolognese alla prima curva ha preso e se ne è andato. Almeno fin tanto che ha retto la sua Mercedes. Idem nei momenti di virtual safety car, l’ultimo col rientro ai box a montare gomme morbide e posizione ceduta a Russell che era rimasto in pista con le dure. Poi la rimonta, il gioco di squadra della Mercedes con Russell che cede la posizione e l’arrivo alle spalle di Norris.

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Risultato, col piazzamento del week end Antonelli ha portato da 50 a 59 i punti di vantaggio sui rivali, Russell e Hamilton a pari con 183 punti e alla vigilia di Monza, gara di casa, affronterà la penalizzazione di un nuovo motore. Ovvero 10 posti in griglia indietro. Ma a Monza si supera e se dovesse fare la pole o essere nei primi tre, riuscirebbe a recuperare le posizioni in pochi giri. Quindi uno che fa calcoli, non si scompone, resta freddo al comando anche quando capisce che Norris ne ha di più, ma ci tiene a resistere fino a pochi giri dalla fine. E Russell, obtorto collo, ha dovuto digerire l’ordine di scuderia “Ringrazio George, è stato un grande uomo squadra” il commento di Antonelli davanti agli oltre 150 mila presenti con Russell al fianco.

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Venendo invece alle altre posizioni, in Ferrari si è capito che manca il polso della situazione. Hamilton via radio si è lamentato della strategia, di Leclerc che lo ha rallentato e per giunta non si è fermato ai box quando il team lo aveva richiamato.

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Infine, ciliegina sulla torta, nel momento in cui Lewis stava attaccando Russell per il podio, un tentativo di Leclerc ha costretto Hamilton a chiudere la traiettoria col risultato che la Mercedes è salita sul podio ed Hamilton via radio ne ha dette di ogni.

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I visi lunghi dopo gara nei box, con Vasseur al telefono che dava spiegazioni e Ioverno che con Santi e Bozzi voleva chiarire cosa fosse successo mettendo di fronte i due team, che a quanto pare sembra stiano lavorando in direzioni diverse stile anni 90, fa capire molto. Se accade per un quarto posto, figurarsi cosa potrebbe succedere se si fosse in lotta per il mondiale.

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Anche se con questa McLaren motorizzata Mercedes che spunta al momento opportuno, il titolo resta un sogno lontano. Parlando invece di Italia, se non è Antonelli è Ferrari che vince ma se non sono loro, alla McLaren il numero 1 è Andrea Stella. Come dire che questa stagione, chiunque vinca, vede il tricolore ben posizionato al vertice. Bravi davvero.

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Foto by Pirelli e Paolo Ciccarone