Ripercorriamo la realizzazione completa del motore per una lancia Lambda, con monoblocco e testata ricavati dal pieno di alluminio e particolari interni sviluppati ad hoc per aumentare la cilindrata e ottimizzare le prestazioni, effettuata dagli specialisti di Storicar che per lo stesso modello hanno a catalogo una dotazione pressoché completa di ricambi.

Progetto innovativo
La Lancia Lambda, presentata ai Saloni di Parigi e Londra nell’autunno del 1922 e commercializzata l’anno successivo, si fece immediatamente notare per l’innovativo progetto di “membratura portante in lamiera imbutita”, in pratica la scocca, una soluzione tecnica rivoluzionaria per l’epoca che diventerà la base della produzione moderna di automobili. Un brevetto depositato da Vincenzo Lancia nel 1918, che dà l’idea di quanto l’innovazione tecnica fece parte da subito del DNA della Casa torinese. Grazie a questa soluzione, che oltre a garantire una superiore rigidità strutturale e un abbassamento del pianale e quindi del baricentro oltre che del peso complessivo, e alla particolare sospensione anteriore a ruote indipendenti, la Lambda poteva vantare una tenuta di strada di gran lunga superiore alle automobili contemporanee, perciò molte di queste vetture vennero impiegate nelle competizioni, dalla metà degli anni ‘20, con ottimi risultati nella loro categoria: la 3.0 litri Turismo e Sport. Una tradizione che prosegue tuttora, con numerose Lancia Lambda – da un censimento dei vari Registri ne figurano circa 498 “attive” in tutto il mondo e 35 in Italia iscritte al RIL -, nelle diverse versioni, utilizzate nelle competizioni per auto storiche, di Regolarità oppure Raid.

Decisione drastica
Proprio alla vigilia del Raid Pechino-Parigi 2016, un appassionato di Praga intenzionato a parteciparvi scopre un problema al propulsore della sua Lambda e si rivolge allo specialista Vittorio Bernuzzi di Storicar per porvi rimedio.

La vettura viene portata nell’officina di Poncarale (BS) dove il verdetto non lascia dubbi: nella parte inferiore del monoblocco si sono create delle microfessure, causate da ossidazione, tra l’alluminio e le canne cilindro in ghisa, con conseguente filtraggio del liquido di raffreddamento nel lubrificante.

Scartata l’opzione della riparazione delle microfessure tramite saldatura, perché la necessaria estrazione delle canne cilindro avrebbe potuto facilmente causare delle rotture nella struttura, così come in funzione di una precedente esperienza negativa, per deleteri problemi di accoppiamento, viene scartata l’opzione di utilizzare delle fusioni realizzate ex novo, lo specialista bresciano giunge alla decisione di realizzare ex novo il monoblocco lavorando, tramite macchinari a controllo numerico a cinque assi, un blocco di fusione in alluminio, potendo così ottimizzare l’insieme con canne cilindro sfilabili, sul modello Alfa Romeo Giulia, in modo tale da avere un monoblocco della durata pressoché eterna. Nello specifico, si tratta di grossi blocchi di fusione in alluminio 5083, sottoposti immediatamente ad un trattamento denominato T6, ovvero di distensione.

Il motore prende forma
Dopo una prima bozza di disegno del nuovo monoblocco si è passati a scansionare con lo scanner 3D il monoblocco originale per riportare, tramite il processo “Reverse Engineering”, un modello solido in CAD dove, per quanto possibile, ottimizzare tutti gli spessori anche in base al materiale.

Peraltro, in questa fase di valutazione si è scelto, pur a fronte di lavorazioni più complicate, di optare per un monoblocco in pezzo unico, per scongiurare problemi legati al fissaggio delle eventuali varie parti, ed eventuali perdite potendo contare su una maggiore tenuta dell’insieme.

Per contro, oltre ad avere effettuato tutta una serie di studi e prove in 3D per verificare tolleranze e ingombri delle parti in movimento, con un tecnico che collabora abitualmente con Storicar, sono state valutate tutte le difficoltà legate alle lavorazioni necessarie da effettuare con un macchinario a cinque assi: come poter entrare con una fresa a disco e svuotare il materiale interno, dovendo realizzare anche appositi fori per poter evacuare il materiale asportato, sigillati poi con appositi tappi a termine lavorazione.

Lo stesso studio, anche se più semplice, è stato svolto per la lavorazione del blocco relativo alla testata, che dopo la fusione viene sottoposto a spianatura, foratura per i vari passaggi dei condotti, posizionamento di valvole, candele, prigionieri e relativa filettatura.

Quindi la testata viene portata in rettifica, dove vengono realizzate sedi e montate guide valvole in bronzo sinterizzato, prima di fare ritorno in Storicar per essere assemblata con componenti completamente realizzati in casa.

Oltre a valvole in acciaio speciale di diametro maggiore di 1 mm con molle dai carichi appositamente studiati, martelletti ricavati dal pieno con trattamento termico superficiale, registri e cappelli, ingranaggi riprodotti con i moduli originali, alberi della distribuzione in acciaio cementato, con profilo migliorato e alzata incrementata di 1 mm, sui quali viene eseguita una rettifica di finitura prima del montaggio.

Aumento di cilindrata
Una volta ottenuto il monoblocco, ovviamente sempre in configurazione 4 cilindri a V stretta come in origine, si possono avere tre step di cilindrate: dai 2.5 litri originali si può salire a 2.7 litri mantenendo l’albero motore originale e variando solo l’alesaggio (84 mm).

Oppure incrementare la cilindrata a 3.0 litri, come per il motore del nostro servizio, aumentando sia l’alesaggio a 84 mm che la corsa di 14 mm (da 120 a 134 mm) e utilizzando sia albero motore che bielle realizzate da Storicar in acciaio aeronautico (31 cromo-molibdeno e vanadio 9) con una resistenza molto alta e una buona elasticità, oltre a pistoni stampati e graffitati.

Al termine di questo accurato lavoro di sviluppo, con il rapporto di compressione incrementato da 6,2:1 a 8,40:1, la potenza massima del quattro cilindri sale dai 67 CV di serie a ben 106 CV ad un regime inferiore, 3.800 giri/min (anziché 4.500 giri/min), grazie alla corsa più lunga, mentre la coppia sale a 40 kg già disponibili a 2.200 giri/min.

Migliore lubrificazione e raffreddamento
Con l’occasione è stato fatto uno studio completo sul funzionamento del motore con l’obbiettivo di ottimizzare, anche in funzione delle esperienze maturate in precedenza, tutte le varie aree, compresi circuiti e accessori. Quindi i tecnici Storicar hanno deciso di rivedere il circuito di lubrificazione del motore Lancia, considerato uno dei punti a rischio dato il posizionamento originale del pescante nella parte posteriore della coppa, che causa una mancanza di pressione in occasione delle frenate più violente. Perciò sono stati chiusi dei canali all’interno della coppa e spostato il pescante nella zona centrale, con un pre filtro. Inoltre, sono stati rifatti, su disegni originali – ottenuti grazie alla preziosa collaborazione con i Registri sparsi in tutto il mondo -, tutti i particolari della distribuzione, prendendo il movimento dall’albero motore grazie ad un apposito alberino che consente la messa a punto della fase di fino. Inoltre, è stata realizzata una pompa olio maggiorata di 8 mm, che ha consentito di ottenere una pressione di 7 bar.

Sempre in tema di lubrificazione, grazie agli appositi alloggiamenti realizzati sul monoblocco è possibile montare bronzine sottili, di tipo moderno, togliendo tutta la parte di alluminio tenero, a vantaggio della durata, oltre ad avere modificato tutti i passaggi sull’albero motore così da ottimizzare la lubrificazione.

Per quanto riguarda il raffreddamento, è stato ridotto il volume di liquido presente nel circuito da 8 a 4,7 litri, ottimizzando ingranaggi e pompa così da da avere uno scambio termico più veloce, tanto da avere una temperatura motore che spesso non supera i 68°. Infatti, nel caso di vetture che si utilizzano in aree fredde oppure durante l’inverno, vengono montate apposite valvole termostatiche.

Parti speciali
In funzione dell’incremento di potenza e coppia, i tecnici Storicar hanno realizzato delle frizioni con dischi dotati di placchette in rame per poter sopportare il maggiore sforzo. Inoltre, in Storicar hanno realizzato anche una linea di rapporti con le identiche caratteristiche di quelli che Lancia aveva approntato per le famose spider Casaro che parteciparono, in forma ufficiale, alla Mille Miglia del 1928, dotate di cambio con 4 rapporti ravvicinati. Allo stesso modo, per adeguare anche la guidabilità e affidabilità alle maggiori prestazioni, sono stati migliorati diversi elementi delle sospensioni e trasmissione. I fuselli sono stati ricavati dal pieno, così come sono stati realizzati nuovi semiassi e mozzi ruota in materiale più resistente. Infine, sono stati ricalcolati i carichi dei fogli della balestra, in funzione del peso della vettura di 1.350 kg.

Missione compiuta!
Grazie alla mole di lavoro che abbiamo descritto, l’appassionato ceco ha potuto effettivamente partecipare portando a termine il raid Pechino-Parigi.

Quindi, dopo gli oltre 13.000 km percorsi in ogni situazione, la Lancia Lambda è stata riportata nell’officina Storicar per la verifica di tutte le parti meccaniche e il rialzo. Il motore è stato completamente smontato, accertando una usura minima delle varie componenti nonostante fosse stata trovata della sabbia nella coppa dell’olio, infiltratasi pur in presenza di un filtro addirittura sullo sfiato olio.

Punto di riferimento
L’eco del successo di quella avventura si è sparso un po’ in tutto il mondo tra i Registri e collezionisti di lancia Lambda, che da allora possono contare su un magazzino ricambi, con i pezzi realizzati da Storicar, che copre la quasi totalità delle parti meccaniche e componentistica della Lambda. La disponibilità di ricambi e la grande esperienza maturata dai tecnici Storicar su queste vetture ha richiamato clienti da ogni angolo del pianeta, persino da Australia e USA, sia per ottenere ricambi sia per far revisionare vetture o motori, tanto che nell’arco dei nove anni trascorsi da quella Pechino-Parigi nell’officina di Poncarale sono passate oltre 30 Lancia Lambda, spinte sia da motori originali sia dai nuovi by Storicar, che con costanza ottengono risultati nella top ten delle competizioni più prestigiose, come la 1000 Miglia. Il che, ovviamente, ha fatto crescere l’interesse intorno alle Lancia Lambda e, di conseguenza, il loro valore presso i collezionisti.
